Le regioni in pentola e l'arte del mangiar sano

Ricette della grande tradizione italiana reinterpretate da Allan Bay e Patrizia Bollo:
un aiuto per controllare il diabete e prevenire l'obesità
 

 Stare bene a tavola

 

 Informazioni utili

 

 Il libro
 "Le regioni in pentola
 
e l'arte del mangiar sano"
 Winner Gourmand
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I GRASSI NELLA FRUTTA

La frutta è ritenuta comunemente un alimento leggero e senza grassi, ma questa affermazione è vera solo parzialmente, ci sono infatti alcune significative eccezioni.

Tutta la frutta fresca, dall’albicocca all’uva passando per i mirtilli, ha quote di grassi talmente trascurabili da poter essere definite nulle, variando da 0 a 0.4 grammi per 100 grammi di polpa di frutta. Un’eccezione è la noce di cocco fresca che non solo contiene il 35% di lipidi, ma di questi ben il 92% è di tipo saturo. Naturalmente la povera noce di cocco da sola non determina danni alle nostre arterie, anche perché non è certo alla base della nostra alimentazione, quindi gustiamola serenamente. Semmai è l’olio estratto dal cocco, quello di cui non dovremmo abusare e che invece consumiamo - senza saperlo - piuttosto frequentemente perché è molto utilizzato come ingrediente dei prodotti da forno (biscotti, brioche, grissini, crackers...).

Poi c’è la frutta secca oleosa, ovviamente ricca di lipidi. Sto parlando di noci, nocciole, mandorle, arachidi, pistacchi, anacardi... in media contengono il 57% di grassi, oscillando dal 68% delle noci al 46% degli anacardi. Si tratta perlopiù di grassi monoinsaturi e polinsaturi.

La frutta secca zuccherina, come datteri, fichi, uva passa, prugne, albicocche... così come la frutta fresca da cui deriva, non contiene che tracce di lipidi. Il cocco essiccato, che di solito è usato grattugiato in pasticceria, ha il 62% di lipidi.

Meritano un cenno le olive da tavola. Queste sfiziosi piccoli frutti contengono mediamente un quinto del loro peso, nocciolo escluso, di lipidi monoinsaturi.


L’aggettivo SATURO definisce una particolare categoria di lipidi che normalmente si trovano negli alimenti di origine animale. Un eccesso di lipidi saturi nell’alimentazione tende a far innalzare il colesterolo del sangue, soprattutto quello più pericoloso: il colesterolo LDL, comunemente definito “cattivo”. Questo colesterolo è uno dei principali responsabili dei processi degenerativi a carico del sistema cardio-vascolare, in pratica dell’aterosclerosi e di tutte le sue conseguenze, dal infarto all’ictus.

 

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• I carboidrati 
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• I grassi nella frutta 
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© Editoriale Fernando Folini
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Last update 1-07-2008